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Ochazuke: la semplicità del riso con il tè caldo giapponese

ochazuke

Se il sushi richiama subito alla memoria il Giappone e la sua tradizione millenaria, lo stesso si può dire per la cultura del tè.

L’antica pianta del tè, Camellia Sinensis, ebbe origine in Cina, più precisamente nell’area del Sichuan e dello Yunnan. Dal sud-ovest della Cina la coltivazione si è estesa lungo la via del tè, raggiungendo il nord e, attraverso i monaci buddhisti, il Giappone (periodo Tang, VIII secolo).

Qui il tè ha trovato una sua dimensione, trasformandosi in una vera e propria tradizione, con una cerimonia dedicata – il Chanoyu – di carattere meditativo, diversa dalla Gongfu cha cinese, più legata all’arte dell’ospitalità.

Dal connubio tra riso e tè caldo giapponese nasce così l’ochazuke, un piatto semplice e rassicurante che oggi è considerato un autentico comfort food.

Cos’è l’Ochazuke

L’Ochazuke è un piatto tradizionale giapponese, forse non molto conosciuto fuori dalla sua patria, ma senza dubbio molto apprezzato nella cultura nipponica.

L’idea di base è molto semplice, anche se non banale: si tratta, infatti, di una ciotola di riso cotto e condito con vari ingredienti e immerso nel tè verde.

L’etimologia della parola deriva da ocha, che in giapponese significa “tè”, e zuke, che si traduce con “inzuppato”: l’ochazuke rappresenta, dunque, un pasto “inzuppato nel tè”.

In Giappone è una sorta di cibo che aiuta a rimettersi in forma quando non si sta bene, dopo una indigestione o quando si soffre di jet lag: un po’ come avviene da noi con la minestrina. La differenza è che questo non è un piatto dal sapore neutro: a seconda del tipo di tè utilizzato e dei condimenti scelti, che vanno dall’alga nori all’umeboschi, fino ai semi di sesamo, può avere sfumature più o meno saporite e anche molto diverse tra di loro.

Varianti e tipi di tè usati nell’Ochazuke

A rendere l’ochazuke così interessante è proprio la sua versatilità: ogni famiglia giapponese ha la propria versione, che cambia a seconda della stagione, della disponibilità di ingredienti e delle preferenze personali. Il tè verde rappresenta la base imprescindibile, ma può variare nella tipologia e nel profumo. Il più usato è il sencha, dal sapore fresco e vegetale, che si abbina bene ai condimenti più delicati.

Alcuni preferiscono il genmaicha, un tè verde giapponese miscelato con riso tostato che conferisce alla preparazione una nota tostata e leggermente dolce, mentre chi ama aromi più profondi sceglie l’hojicha, ottenuto da foglie di tè verde tostate, con un gusto più morbido e rotondo.

Le combinazioni più diffuse includono nori sminuzzato, salmone grigliato, umeboshi, la prugna in salamoia tipica della cucina giapponese, o fiocchi di buri, un pesce azzurro molto apprezzato.

Non mancano versioni con wasabi, semi di sesamo, cipollotto o piccoli pezzetti di tsukemono, i sottaceti giapponesi. Nei ristoranti di Tokyo o Kyoto, può essere servito anche con dashi caldo al posto del tè, o con un mix dei due, per un sapore più intenso e avvolgente.

Come si prepara l’Ochazuke in casa

Preparare l’ochazuke è piuttosto semplice e non richiede ingredienti difficili da reperire, soprattutto se si dispone di un buon tè verde giapponese. Si parte da una ciotola di riso bianco cotto, preferibilmente riso a chicco corto, che può essere appena preparato o anche avanzato dal giorno precedente. Anzi, sembrerebbe che in origine il piatto sia proprio nato per riutilizzare gli avanzi.

La scelta del riso è fondamentale: quello giapponese da sushi, con chicchi piccoli e leggermente appiccicosi, è il più adatto perché trattiene bene il calore del tè senza sfaldarsi. Il suo equilibrio tra morbidezza e compattezza consente di ottenere una consistenza armoniosa, in cui ogni cucchiaiata conserva la forma ma si amalgama perfettamente con il liquido caldo. Anche per questo piatto, così come per quelli di sushi, si può scegliere la linea New Kenji Premium Sushi Rice di Mundi Riso, che seleziona chicchi di altissima qualità.

Il riso viene disposto in una ciotola capiente e guarnito con ingredienti a scelta: salmone grigliato sminuzzato, alga nori tagliata a striscioline, semi di sesamo, umeboshi o cipollotto tritato.

Nel frattempo si prepara il tè caldo, sencha, genmaicha o hojicha, che va versato lentamente sul riso fino a coprirlo parzialmente. L’importante è che il tè sia bollente, in modo da scaldare la ciotola e amalgamare i sapori. Si attende un minuto per permettere agli aromi di fondersi e poi si gusta subito, mescolando delicatamente.

Attualmente sono disponibili sul mercato anche dei kit per la preparazione rapida dell’ochazuke che contengono già il condimento per il riso, a cui può essere aggiunta semplicemente acqua calda.

In ogni caso, il risultato è sempre un piatto aromatico, dal profumo invitante e dal sapore equilibrato, dove il calore del tè incontra la morbidezza del riso e la sapidità dei condimenti. Ideale per una cena leggera o per recuperare energia dopo una giornata intensa, rappresenta una delle espressioni più autentiche della cucina giapponese domestica.

Per essere guidati passo dopo passo nella preparazione di questa pietanza, la chef del rinomato ristorante di cucina giapponese Mikachan, Micaela Giambanco, ha proposto la sua ricetta realizzata con New Kenji Premium Sushi Rice per ITAMAE- I 7 samurai della cucina giapponese: https://www.newkenji.it/itamae/mikachan/ochazuke/

Domande frequenti su Ochazuke

Che cos’è l’Ochazuke?

L’ochazuke è un piatto tradizionale giapponese composto da riso bianco e tè verde caldo. Si serve in una ciotola e viene completato con ingredienti come alga nori, salmone, umeboshi o semi di sesamo. È considerato un comfort food della cucina casalinga nipponica.

Che tipo di tè si usa per l’Ochazuke?

Di solito si utilizza tè verde giapponese come sencha, genmaicha o hojicha. Ognuno conferisce al piatto un aroma diverso: fresco nel caso del sencha, tostato con il genmaicha, più morbido e rotondo con l’hojicha.

Che tipo di riso si usa per l’Ochazuke?

Si preferisce il riso giapponese a chicco corto, lo stesso usato per il sushi. Ha una consistenza compatta e leggermente collosa che assorbe bene il tè caldo senza sfaldarsi.

Come si serve l’Ochazuke?

Si versa il tè caldo sul riso già condito nella ciotola e si lascia riposare per un minuto. Poi si mescola delicatamente e si gusta subito, mentre il tè è ancora fumante.